L’ex arbitro di Serie A, Gianluca Paparesta, ha parlato a Kiss Kiss Napoli delle difficoltà legate all’uso del VAR nel calcio italiano. Secondo Paparesta, lo strumento pensato per ridurre gli errori arbitrali sta creando più confusione che chiarezza.
A cosa serve il VAR
“Il VAR doveva aiutare gli arbitri, ma spesso finisce per complicare le loro decisioni. Gli arbitri non sanno più come comportarsi tra richiami, dubbi e indicazioni dall’auricolare.”
Il protocollo VAR: troppo rigido e complicato
Paparesta critica la gestione attuale del protocollo:
“Gli arbitri devono poter decidere in campo senza sentirsi condizionati. Bisogna dare più fiducia al giudizio dell’arbitro centrale e usare il VAR solo quando serve davvero.”
Secondo lui, il problema non è lo strumento, ma l’eccessiva interpretazione delle regole, che genera situazioni paradossali e dubbi continui su episodi come i rigori.
Rigori e paradossi: il metodo Paparesta
L’ex arbitro racconta in modo ironico la sua strategia per valutare i rigori:
“Se vedo un tocco di mano in area e penso che sia rigore, spesso non viene fischiato. Se penso che non sia rigore, a volte lo fischiano. Ormai funziona quasi al contrario!”
La proposta di Paparesta
Per risolvere il caos VAR, Paparesta suggerisce di riportare l’arbitro al centro delle decisioni, riducendo le interferenze e facendo tornare il calcio più chiaro per tifosi e giocatori.
